In Italia attualmente tra i 5 e i 7 milioni di persone sono affetti da malattia renale cronica (MRC) o di insufficienza renale acuta (IRA), mentre nel mondo circa il 2,5% dei decessi è causata da MRC e patologie correlate. Questi dati importanti ci devono far riflettere sull’importanza di adottare un corretto stile di vita che preservi questi organi così operosi e allo stesso tempo così delicati.
Un altro dato riguardante l’Italia lascia molto perplessi e cioè che siamo il primo Paese in Europa (e secondi nel mondo) per consumo di acqua in bottiglia (circa 200 litri l’anno pro-capite!).
Ciò è dovuto a fattori culturali, al successo del marketing dell’industria dell’acqua minerale e soprattutto all’errata convinzione che per “ripulirsi” serva bere 2-3 litri di acqua al giorno (a prescindere dal senso della sete), per cui non può mancare mai la bottiglietta d’acqua nello zaino o nella borsetta. Il motivo per il quale abbiamo smesso di ascoltarci preferendo dar retta alle pubblicità rimarrà sempre un mistero.
Eppure, nel sistema nervoso sono presenti i centri della sete, i quali informano costantemente della necessità di bere in relazione alla concentrazione di soluti presenti nel sangue. Già l’antica medicina cinese si guardava bene dal sovraccaricare questi organi sostenendo che “i reni nascono vecchi” nel senso che essi non hanno capacità rigenerative nonostante lavorino costantemente filtrando circa 200 litri di sangue al giorno (!), capacità di cui invece è dotato, ad esempio, il fegato. Detto questo, non si vuole certamente asserire che le malattie dei reni dipendano esclusivamente da questi due litri d’acqua (le prime cause di MRC sono l’ipertensione e il diabete mellito), tuttavia, c’è da chiedersi (anche per il nostro portafoglio) se ha senso bere così tanto e che destino abbia all’interno del nostro corpo quella assunta in eccesso.
Ci sono due possibilità: se l’acqua non viene utilizzata per i normali processi fisiologici, essa può aumentare la ritenzione idrica quando associata ad alimentazione ricca di sodio quali carni processate, prodotti industriali, ecc. con ripercussioni sul sistema cardiocircolatorio (non è vero che l’acqua elimina l’acqua); in alternativa viene eliminata dai reni per mezzo della minzione costringendoli così ad un lavoro superfluo.
In entrambi i casi, perciò, non stiamo facendo il loro bene.
Cosa fare allora?
Ciò che si dovrebbe attenzionare per salvaguardare la loro salute non è tanto l’acqua assunta bensì l’alimentazione. Per esempio, frutta e verdura contengono più del 90% di acqua, motivo per cui un’alimentazione equilibrata e prettamente vegetale non soltanto è in grado di soddisfare abbondantemente le necessità del nostro corpo ma essendo ridotta in scorie riduce il lavoro renale. Al contrario un’alimentazione sbilanciata, con prevalenza di carne rossa (ricca di scorie azotate e purine), carne processata (ricca di sale), prodotti industriali e pasti ad alto carico glicemico richiedono un lavoro eccessivo non solo dei reni ma anche degli altri organi emuntori.
Come possiamo riconoscere se i nostri reni sono in difficoltà? Ecco qui 5 segnali:
- Occhiaie e borse sotto agli occhi
- Mani e dita gonfie al risveglio
- Edemi agli arti inferiori
- Sudorazione sgradevole ed eccessiva
- Cute che può assumere una colorazione grigiastra
Cosa puoi fare per preservarli?
- Fai attività fisica aerobica
- Limita il consumo di carne rossa e carni processate
- Limita il carico glicemico dei pasti
- Prediligi un’alimentazione vegetariana
- Bevi solo quando ne senti la necessità