Introduzione
Il mal di schiena è un disturbo comune tra le donne incinte. Si stima che circa il 50% delle donne lamenti qualche forma di mal di schiena durante la gravidanza o nel periodo post-partum[1]. In uno studio[2] la frequenza del mal di schiena era del 68%, con maggiore frequenza durante il secondo trimestre di gravidanza (43,9%). Secondo questi studi il riposo riduce il dolore lombare nel 43,9%, mentre la posizione eretta per lungo tempo lo peggiora nel 27,2% delle pazienti.
Analisi posturale
Il motivo per cui la posizione eretta aumenta il dolore può essere spiegato analizzando posturalmente una donna in gravidanza in posizione ortostatica (in piedi). Da questa posizione è possibile osservare un’accentuazione e uno schiacciamento delle curve della colonna vertebrale: la formazione della placenta e lo sviluppo del feto nel piccolo bacino obbliga la donna ad un aumento della lordosi lombo-sacrale, istaurata per diminuire le pressioni interne e per creare gli spazi necessari. L’iperlordosi è permessa da una contrazione della coppia muscolare costituita dai muscoli posteriori della colonna (quadrato dei lombi su tutti) e del muscolo ileo-psoas, con contemporaneo cedimento dei muscoli anteriori retti addominali (che possono andare incontro a diastasi) e da un aumento della lassità legamentosa a carico delle articolazioni sacro-iliache, della sinfisi pubica e dei legamenti coccigei per la produzione di progesterone e relaxina[3]. Si ha, di fatto, uno spostamento del centro di gravità (CdG) verso avanti e in basso.

L’adattamento in iperlordosi obbliga, come compenso biomeccanico, sia ad un aumento della cifosi toracica (ipercifosi) che ad uno spostamento della testa in avanti. Ne risulta, come visibile nell’immagine sovrastante, un’accentuazione delle curve della colonna con sovraccarico dei dischi intervertebrali.
Sebbene i dolori alla bassa schiena siano i disturbi più frequenti, non è raro che possano comparire dorsalgie, cervicalgie associate a parestesie agli arti superiori e dolori inguinali. Bisogna anche tenere conto che durante la gravidanza si ha un aumento ponderale di circa 7-15kg e una riduzione del tono muscolare per la riduzione dell’intensità dell’attività fisica.
Trattamento posturale
Il trattamento posturale ha come obiettivo principale quello di alleggerire le suddette tensioni sulla colonna vertebrale per mezzo di un lavoro sia di scarico che di rinforzo. Una postura, che può essere eseguita facilmente pure a casa, è la posizione antalgica. La posizione antalgica (vedi immagine successiva) permette di minimizzare la compressione sui dischi intervertebrali del tratto lombare, che più degli altri segmenti patisce il carico, e allo stesso tempo di correggere passivamente l’ipercifosi compensativa. Restando distesi in questa posizione è possibile percepire, per effetto del rilassamento dei muscoli e della forza di gravità, che gradualmente le curve si riducono e la colonna vertebrale aderisce completamente al suolo. È importante verificare che l’osso sacro sia completamente poggiato (per far ciò l’angolo dell’anca deve essere inferiore di 90°) e che lo sguardo sia perpendicolare al soffitto. Da questa posizione di partenza, il Chinesiologo esperto di posturologia, lavorando su arti superiori, inferiori e tratto cervicale con diverse tecniche di allungamento, potrà ridurre ulteriormente la compressione sulla colonna così da rendere più attivo ed efficace il trattamento.

Ad esercizi di rilassamento, decompressione ed allungamento devono essere sempre associati altri di forza perché, come già sottolineato, è importante non perdere tono muscolare se non si vuole rimanere “schiacciati” dalla forza-peso. Ricordiamo che, escluse controindicazione da parte del medico, bisogna effettuare attività fisica anche e soprattutto in gravidanza per i numerosi benefici sia per la donna che per il bambino. Ne riportiamo qui alcuni:[4] [5]
• Mantenimento/miglioramento della fitness materna
• Controllo del peso corporeo
• Miglioramento della postura
• Miglioramento della qualità del sonno
• Diminuita insorgenza di dolore lombare
• Aumento dell’autostima
• Diminuita incidenza di varici
• Diminuita ritenzione idrica
• Diminuito livello di tensione
• Diminuzione di complicanze durante il travaglio
• Diminuzione dell’incidenza di parto prematuro
• Recupero post partum più rapido
• Possibile riduzione del rischio di insorgenza di pre-eclampsia, GDM (diabete gestazionale)
• Sviluppo morfologico e nervoso migliore all’età di 5 anni in figli di donne che hanno continuato a praticare attività fisica durante la gravidanza
• Minore percentuale di grasso corporeo alla nascita ed all’età di 5 anni
• Punteggi più elevati nei test del linguaggio.
Bibliografia:
[1] A. Fast et al. – Low back pain in pregnancy – Spine, 1987.
[2] Maria C. et al – Low back pain during pregnancy. Revista brasileira de anestesiologia, 2017.
[3] Paola Sbriccoli – Esercizio fisico in gravidanza, 2018.
[4] Kelly AK. Practical exercise advice during pregnancy. Guidelines for active and inactive women. Phys and Sports Med Jun 2005.
[5] J. Pediatr 129: 856-863, 1996.